Arte, Storytelling e Brand Awareness

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La capacità dell’uomo di raccontare storie, nasce da un bisogno ancestrale (istinto di narrare, Jonatan Gottschall), di dare delle risposte alla sua esistenza e di realizzare i propri desideri e comprenderne i bisogni.

Una storia è sempre una storia di cambiamento, di emancipazione da una condizione preesistente, il percorso verso una nuova destinazione.

L’argomento è complesso da trattare: con questo breve articolo, mi piacerebbe trattarlo da un’angolazione che metta in risalto l’importanza per un Brand di saper raccontare la propria storia in una fase di conoscenza con il potenziale pubblico, per poter gettare le basi per una strategia di comunicazione e di digital marketing efficace; tradotto in maniera semplice, prima di pubblicare contenuti sul blog, di fare advertising sui social, di costruire la propria community, è di fondamentale importanza capire quale posto vorremmo occupare all’interno di un mercato, osservando i cambiamenti del mondo per capire qual è il nostro ruolo (brand personale o aziendale) e qual è il nostro scopo (come azienda/organizzazione/individuo) nel mondo di cui vogliamo far parte, e come possiamo incidere con i nostri progetti, servizi, prodotti, affinché ciò che facciamo sia utile alle persone.

Voglio diventare i miei valori e avere un ruolo attivo e consapevole.

Raccontare una storia significa condividerne le emozioni, le passioni; significa interagire, informare, intrattenere, ispirare, in una parola: esistere.

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La letteratura, il cinema, tutta l’arte parte da un meccanismo in cui è l’artista che attrae il pubblico (anche se ne è influenzato) con la sua sensibilità, con il suo racconto di vita e artistico; l’artista riesce a entrare in empatia con le persone, ma sempre con una parte, grande o piccola che sia, di persone ben definite, cioè affini a quello che è il messaggio, i valori, la visione del mondo, il racconto Visivo e testuale dell’artista.

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Il compito di un Brand, in una fase di conoscenza, è quello di saper raccontare la propria storia: per fare questo deve, diversamente dall’artista, partire dalla conoscenza del proprio pubblico di riferimento per entrare in empatia con e attraverso i valori affini, la visione del mondo, il cambiamento da compiere, il bisogno di emanciparsi attraverso l’azione del Brand.

Analizzando i dati che rilasciano le persone quando interagiscono sui social, oppure quando ricercano risposte sui motori di ricerca (Google, Bing), sui forum, quando commentano un post, quando pubblicano una foto di un acquisto/prodotto, o pubblicano un ricordo, quando manifestano una loro emozione in merito a un avvenimento della loro vita, di attualità o del passato con riferimenti al presente: tutti questi dati nascondono un desiderio, una voglia di stare al mondo: hanno un preciso richiamo a un mito legato al momento di vita che stiamo vivendo (di salvezza, di cura o di evasione).

Pensiamo al desiderio che si nasconde dietro ad uno stimolo, collegato a un tema esistenziale, alla passione, all’amore, al gioco, solo per citarne alcuni, che il pubblico sta vivendo in quel preciso momento, ricercando risposte alle sue (nostre) paure: il fallimento, la paura di invecchiare, di non essere considerato, pensiamo ai suoi disagi, frustrazioni, al suo bisogno di evasione e di cambiamento.

Se attraverso l’empatia, riusciamo a decifrare questi momenti cercando le affinità con i nostri valori (valore Brand/persona/organizzazione), allora si accende la “miccia” della comunicazione/relazione, e attraverso lo storytelling possiamo dare risposte di cambiamento con i nostri prodotti/servizi prendendo spunto dal mondo dell’arte, dal bisogno di raccontare per esistere. 

Pensiamo, ad esempio, a come i registi francesi della Nouvelle Vague usavano la cinepresa come fosse una penna, per raccontare le persone indagando sui sentimenti.

I miti, i temi esistenziali, le paure delle persone, contengono, per dirla come Andrea Fontana, i “TESORI” da custodire e analizzare per creare un dialogo bidirezionale tra Brand e persone, e uscire definitivamente da tutta quella comunicazione autoreferenziale che non serve più a nulla.

Ogni storia è una storia infinita

Michael Ende

Ogni storia rappresenta un legame con il pubblico: è una storia che dura nel tempo e ogni volta sa rigenerarsi.

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