Design Thinking in una strategia di Marca

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Il Design Thinking è un modello progettuale all’innovazione che, quando applicato alle diverse compagini, sia d’impresa e sia all’interno di una PA, è in grado di aiutare le persone, sia che questi siano manager e figure apicali o dipendenti, che lavorano all’interno di aziende, enti, istituzioni e organizzazioni a prendere decisioni più consapevoli, risolvere problemi e soprattutto saper riconoscere il cambiamento e l’innovazione nei processi.

Indice Contenuti

Come funziona il Design Thinking

Coinvolgendo la totalità degli attori del processo, il Design Thinking si pone come lo strumento padre del lavoro di gruppo: manager, team di lavoro, clienti, fornitori fino ai partner di qualsiasi livello, tutti sono coinvolti con modalità che riescono a prelevare da ciascuno i contributi preziosi, creativi e personali, che emergono soprattutto grazie allo scambio dialogico proprio del Design Thinking.

Se un tempo il Design Thinking era esclusivo appannaggio di strategie attivate da agenzie pubblicitarie e studi di design, oggi questa disciplina sta investendo tutti gli ambiti, da quelli d’impresa alle HR, aiutando le aziende nelle operazioni di promozione del prodotto e di brand marketing, ma nel risolvere problemi organizzativi interni oppure a supportare processi innovativi per la realizzazione e distribuzione di nuovi prodotto i servizi.

Al Design Thinking è sotteso il pensiero creativo, applicato però ad un lavoro di gruppo che mette comunque al centro la persona e il suo contributo. Si tratta della metodologia human-centered per eccellenza, perché è proprio ciascuno di noi che diventa il fulcro e il cuore della metodologia, i suoi problemi, le sue percezioni, la sua visione del mondo e suoi obiettivi.

Un metodo strutturato, perché formato da una sequenza di fasi, che ne costituiscono il processo sulla base di modelli rappresentativi, il più noto e seguito dei quali è il modello classico proposto dalla Stanford University, che tra l’altro è stata la prima, attorno agli anni 2000, a fare da incubatore e codificare per prima il Design Thinking.

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Le fasi del pensiero progettuale del Design Thinking

Questo della  Stanford University è il modello più noto, praticamente uno standard, per gli approcci di Design Thinking.
Il modello prevede 5 fasi, e a ognuna delle quali corrispondono strumenti da utilizzare e obiettivi precisi da conseguire:

  1. Empathise: prima fase di comprensione più profonda delle persone durante la loro esperienza e del contesto circostante
  2. Define: momento di definizione del problema, sulla base dei dati raccolti sul potenziale consumatore/utente e contesto in cui ci muoviamo. Quando più la definizione sarà precisa e concreta, tanto più sarà poi più semplice successivamente sollecitare delle soluzioni efficaci al problema emerso
  3. Ideate: fase creativa e della generazione delle idee, stimolate anche da un lavoro di brainstorming e da tecniche come il visual thinking
  4. Prototype: in questa quarta fare di processo, le soluzioni sulle quali abbiamo deciso di focalizzarci, come concept di prodotto o di servizio, vengono trasformate in prototipo
  5. Test: ultima fare di processo, in cui il prototipo serve a testare e raccogliere feedback da parte del consumatore/utente.

Vantaggi del Design Thinking

  • Potenzia la capacità decisionale: il Design Thinking migliora sensibilmente la capacità di prendere decisioni e di farlo nel modo giusto, perché è uno strumento capace di fornire una gamma molto più ampia di risorse e strumenti strategici a disposizione, facilitando al contempo l’analisi delle problematiche. Il problem solving tramite un approccio creativo è tipico del design strategico, e da questo perso a prestito e declinato in tutti gli ambiti;
  • È il padre dell’innovazione: il Design Thinking è il primo strumento che oggi viene utilizzato in tutto il mondo per la crescita d’impresa sul fronte innovativo;
  • Grazie alla sua capacità di ottimizzare tutti i processi aziendali, il Design Thinking ha un impatto notevole e riconosciuto sulla riduzione dei costi. Applicare correttamente questa strategia all’interno delle proprie politiche aziendali, infatti, permette riduce i costi e ottimizza i processi aziendali. Applicare il Design Thinking semplifica molto  l’individuazione e la correzione delle disfunzionalità interne, sia che queste riguardino i processi sia che siano di tipo organizzativo o anche di relazione con partner e stakeholder;
  • Favorisce un ambiente professionale proattivo, ponendo le basi ideali perché possano emergere spontaneamente  leadership naturali e l’empowerment  (la capacità di motivare le persone a migliorarsi per una crescita individuale e di gruppo);
  • Incrementa il senso di appartenenza e di comunità, per questo si rivela uno strumento imprescindibile come tecnica di team building aziendale.

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